FAQ – domande ricorrenti sulle piscine

Ne esistono numerose tipologie. Un sistema di riscaldamento può divenire più importante se non necessario in alcune zone climatiche (montagnose e dove anche in estate la temperatura rimanga permanentemente bassa). Un sistema di riscaldamento permette di allungare il periodo di utilizzo della piscina rendendo possibile l’uso anche nei mesi di marzo, aprile, ottobre, novembre in quelle zone climatiche, come quelle del nord, dove le escursioni termiche renderebbero inutilizzabile la piscina in quei mesi. Chiedete informazioni al vostro concessionario su quale sistema sia più consigliabile in funzione delle vostre esigenze e delle condizioni climatiche. Quando si decide di installare un apparecchio per il riscaldamento è comunque consigliabile prevedere una copertura solare che permette di ridurre notevolmente il consumo energetico
Se la piscina verrà installata lontanissima dall’abitazione, senza alcun controllo, e c’è il concreto rischio che dei terzi possano caderci, può essere utile e consigliabile provvedere alla sua recinzione. Per quanto riguarda il rischio potenzialmente connesso ai propri figli, abbiamo un’ offerta rivolta al controllo dei bambini che vi aiuterà a sorvegliarli, anche se è fondamentale comunque controllarli in quel periodo che servirà loro per diventare dei veri “animali acquatici”.
Per la pulizia della piscina dallo sporco che viene portato dal vento, dai bagnanti ecc come la sabbia, la terra, le foglie ecc e che si deposita principalmente sul fondo della piscina, viene fornito incluso nell’equipaggiamento delle piscine (è dotazione standard nelle piscine Busatta) un kit che permette la pulizia manuale del fondo utilizzando un manico telescopico, un aspiratore per il fondo che viene collegato con un tubo all’impianto di filtrazione. Per evitare di procedere a questa operazione manuale normalmente con cadenza settimanale (in funzione delle condizioni climatiche) sono disponibili dei robot che puliscono automaticamente il fondo e le pareti della piscina. Sono comunque degli accessori che potrete acquistare in un qualsiasi momento successivo alla costruzione della piscina.
Innanzi tutto, visivamente, con un sistema a skimmer vedremo che il livello dell’acqua rimane di circa 15cm al di sotto del bordo vasca, mentre con un sistema a sfioro il livello dell’acqua arriva a bordo vasca.
Nel sistema a skimmer, l’acqua viene recuperata attraverso aperture poste lungo la parte alta della vasca – gli skimmer, appunto – convogliata verso il filtro attraverso tubature, depurata e reimmessa attraverso le bocchette di mandata.
Nel sistema a sfioro, invece, l’acqua che supera il bordo viene raccolta da canalette perimetrali e convogliata in una vasca di compenso che deve avere un volume tale da garantire il costante livello d’acqua all’altezza del bordo vasca e da qui portata verso il filtro per la depurazione e reimmessa sempre attraverso le bocchette di mandata.
L’acqua della piscina fluisce nel canale perimetrale e da questo si riversa in una vasca, detta “vasca di compenso”. Da qui viene poi aspirata dall’impianto di filtrazione e successivamente inviata in piscina. La qualità dell’acqua risulta incredibilmente limpida poiché lo strato d’acqua più inquinato, quello in superficie, viene costantemente purificato dai residui organici. Inoltre, l’effetto “a specchio” che se ne ricava è di grande impatto visivo e la piscina sembra essere più ampia.
Gli skimmer sono aperture poste lungo il bordo superiore della vasca, che raccolgono l’acqua e la inviano al filtro a sabbia. Una volta disinfettata, l’acqua viene nuovamente introdotta in vasca attraverso bocchette di mandata. Il sistema a skimmer è molto semplice e per questo molto diffuso. Occorre però sottolineare che l’aspirazione avviene solo attraverso gli skimmer stessi, che pertanto vanno posizionati correttamente e in numero sufficiente per evitare zone di ristagno ed il rischio che foglie o altri oggetti galleggianti non vengano eliminati velocemente dalla superficie dell’acqua.
Controllare il PH: è sicuramente a livelli impropri: stabilizzatelo tra 7.2 e 7.6. Se invece il PH è corretto la causa può derivare dalla presenza di clorammine: eseguite un trattamento shock.
Il problema è da ricercare nella presenza nell’acqua di minerali non visibili disciolti che combinandosi con il cloro si trasformano in composti visibili: occorre utilizzare un prodotto che faccia precipitare i metalli e che sia scolorante. Lasciate in funzione l’impianto di filtrazione ininterrottamente sino a che l’acqua non sia tornata limpida. Pulite accuratamente ed aspirate il fondo vasca.
Un’altra possibile causa è la presenza di alghe: nel caso seguite i consigli in caso di presenza di alghe.

Le alghe prolificano in un’acqua in cui il livello di cloro è insufficiente e/o perché il programma di mantenimento standard non è sufficiente. Per prevenire la formazione di alghe è importante che manteniate un livello di cloro libero tra 1.0 e 3.0 ppm.

Per ovviare al problema occorre:
Effettuare un trattamento shock.
Stabilizzare il PH tra 7.2 e 7.6 max.
Pulire le pareti della piscina ove siano comparse le alghe.
Aggiungere un alghicida specifico (già incluso per chi utilizza il nostro prodotto ANTI ALGA PLUS).
Aspirare, il giorno successivo al trattamento precedente, il fondo piscina.

Le possibili cause possono essere diverse:
PH troppo alto: abbassarlo con PH Minus
Alghe:seguire i consigli indicati nella FAQ sulle alghe
Scarsa circolazione:ispezionare il sistema di filtrazione
L’alcalinità totale è troppo alta: abbassare il PH con PH Minus
Residui di prodotti chimici non sciolti (uso discontinuo di ipoclorito di calcio come cloro): è consigliabile utilizzare prodotti a base di cloro completamente solubile.
Residui organici (accumulo di residui lasciati dai bagnanti): eliminare l’accumulo con un trattamento shock e filtrare.
Il problema può essere dovuto o da un dosaggio troppo elevato di alghicidi, che si elimina con il tempo sostituendo parte dell’acqua della piscina, oppure da un accumulo di sostanze organiche solubili e nel caso occorre effettuare un trattamento shock.
Le cause possono essere diverse:
La filtrazione non viene messa in funzione a sufficienza per permettere la clorinatura automatica: mettere in funzione la filtrazione ogni giorno per una durata idonea.
La richiesta inziale di cloro era elevata: aggiungere nuovamente il cloro e rifare il test.
Utilizzo intenso della piscina: effettuare un trattamento shock.
Reagenti del test-kit vecchi: rimpiazzare i reagenti del test-kit (devono essere cambiati annualmente).